Incontro con il Sig. Giuseppe Matteucci
Il giorno 18 febbraio le classi 3° A e C hanno avuto l'opportunità di incontrare il Sig, Giuseppe Matteucci, nonno di Giovanni, compagno di classe degli alunni della 3° A.
L'incontro con il Sig. Matteucci è stato un importante esempio di testimonianza di un tragico periodo vissuto da tutto il mondo: LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
Questo incontro è stato molto più interessante...........ascoltare un'esperienza così dura e difficile è stato più emozionante ed istruttivo che leggerla su un libro di storia.
Il Sig. Giuseppe oggi ha 90 anni, ci ha raccontato, con estrema precisione e catturando tutta la nostra attenzione, la vita che ha vissuto come prigioniero in Germania. Il Sig. Giuseppe, ci ha presentato dei documenti, degli articoli di giornali, delle fotografie....che testimoniano la sua storia. E' stato catturato dai tedeschi il giorno del suo 23° compleanno, dopo l'8 settembre, caricato su una petroliera che fece scalo a Venezia e poi "caricato" su un treno merci con altre 50 persone (in uno stesso vagone). Durante il tragitto alcuni uomini riuscirono a fuggire lanciandosi dal treno in corsa, i tedeschi fermarono il treno e dissero agli altri prigionieri che se all'arrivo in Germania non fossero stati 50 uomini avrebbero fucilato tutti...............per fortuna all'arrivo in Germania non successe nulla. Arrivato a destinazione venne messo a lavorare in una fabbrica che si chiamava Rail Metal Parc che produceva cannoni, lavorava per 72 ore la settimana (massacranti per il suo fisico, era dimagrito otre 30 Kg); il cibo era scarso, lui con i suoi 14 compagni doveva dividersi al giorno 2 Kg di pane, un mestolo di brodo, mezzo Kg di margarina e marmellata .......per noi oggi non sarebbe sufficiente neanche per una persona.
Per fortuna ci fu la liberazione da parte degli Americani e fu liberato. Impiegò quattro anni per tornare a piedi in Italia, poi si ammalò e dopo questo periodo, così duro e oscuro, ricominciò una nuova vita, si è sposato ed ha avuto tre figli.
Oggi il Sig,. Giuseppe vive sereno e attorno a sé ha l'affetto dei suoi figli e nipoti. Ha avuto due grandi riconoscimenti dal Presidente della Repubblica, una Croce e una Medaglia d'oro al merito di Guerra.
Questa preziosissima testimonianza ci ha fatto riflettere come molte persone italiane abbiano sofferto durante la guerra senza un motivo preciso............perchè la guerra non ha mai un senso. E' importantissimo per noi giovani conoscere la storia e tutte le sofferenze vissute dagli uomini, per farne tesoro e per augurarci che gli orrori del passato non si ripetano mai più.
Gli alunni della 3° A





