Si parla di aquiloni grandi che, con costi ridotti, produrebbero energia facendo concorrenza al petrolio.È di questi giorni infatti la notizia del Kitenergy che sostituirebbe le Torri a Vento con vantaggi di spazio e imgombro.Sfruttando la portanza di un aquilone si fanno trainare dei cavi verso l'alto i quali mettono in rotazione delle bobine che generano energia elettrica. Questo lo spiega Marcello Corongiù, un responsabile della KiteGen, società che sta mettendo a punto il rivoluzionario sistema per produrre energia dal vento. Gli aquiloni potranno essere le pale eoliche del futuro, senza grandi strutture, senza pericoli per l'uomo, senza creare danni ambientali e ad un costo competitivo con quelli di mercato. A 800m di quota il vento spira a una velocità di 8 volte superiore a quella che ha al suolo. E più si sale e più i venti sono intensi.
Secondo i calcoli della KiteGen, il sistema potrebbe fornire energia necessaria a tutta l'umanità senza inquinare.Ma non basta spingere verso l'alto, ma che si muova con una certa direzione rispetto al vento. Per ottenere il massimo dell'energia è necessario che compia movimenti a "otto" a quando i fili sono estesi al massimo vengano riavvolti facendo chiudere l'aquilone per poi srotolarli di nuovo e ricominciare il ciclo.Corongiù spiega che a guidare queste operazioni deve essere un computer. Secondo i calcoli dell'azienda mondando 200 aquiloni su un anello mosso dalla forza del vento si otterrebbe una potenza di 1.000 Megavatt quanto una media centrale nucleare, e tutto questo richiederebbe un terreno di appena 1.500 metri di diametro.
Francesca Magliano, 2M